A.G.E.S.C.I. – Messina 13

C/o Parrocchia Maria SS. di Pompei

 

Progetto Educativo 2003 – 2005

 

           

                        

 Premessa

Analisi realtà

Obiettivi e mete

Conclusioni

 

Premessa

 

“….Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sulla roccia.”…..

Questo passo del vangelo di Matteo si allaccia perfettamente al progetto educativo.Per poter educare, cioè tirare fuori almeno il 5% di buono che c’è in ognuno di noi, occorre avere delle fondamenta solide.

Queste fondamenta sono costituite dal P.E..

 

Analisi della realtà

 

1) Interna

Il gruppo è formato da circa 100 censiti: 24 lupetti e lupette; 40 esploratori e guide; 18 rovers e scolte e 17 capi.

Per scelta della Comunità Capi circa il 70% dei ragazzi/e provengono dalla  parrocchia o dal  quartiere.

Da una analisi fatta con alcuni genitori è emerso che i ragazzi di oggi vogliono tutto e subito,  aspirando anche a delle situazioni di vita più grandi di loro.

Sono per altri versi desiderosi di carpire l’attenzione dei propri cari i quali non sono spesso molto attenti alle aspirazioni o progetti, attuando solo un’attenzione ai bisogni materiali.

L’insieme di questi aspetti porta ad una considerazione molto importante: non conoscono i propri limiti e di conseguenza non ci si rende conto fin dove si può osare.

La lettura più immediata è il non rispetto delle regole, tant’è che si vive in una società divisa a compartimenti stagni.

Molto spesso, infatti, non si conoscono i vicini di casa, le realtà della parrocchia, del quartiere ed in generale del mondo intero.

Ciò vuol dire non rispettare gli altri, i diversi, i minori e gli anziani.

 

2) Esterna

Il gruppo gravita in un territorio molto eterogeneo: accanto ai grandi complessi residenziali vi sono anche le casette vecchie, dove il degrado e la povertà sono ben nascosti ma esistenti.

La presenza del gruppo sinora è stata quasi inesistente nel territorio ( sia in parrocchia che nel quartiere )

Dalla parrocchia si è poco tollerati, questo purtroppo per colpa del carisma scout, i cui impegni settimanali  sono di gran lunga superiori agli altri gruppi parrocchiali: quindi poco intersecanti con i tempi degli altri

Non vi è alcun rapporto con le istituzioni di quartiere nè con altre associazioni che coesistono sia nel quartiere che nella parrocchia.

Non si conoscono le realtà di bisogno  del quartiere e gli aspetti positivi esistenti nello stesso.

 

 

Obiettivi e mete

Da quanto emerso sopra il nuovo progetto educativo 2003 – 2005 punterà su questi obiettivi:

 

Educare alla legalità

Oggi si è smarrito il senso della legalità inteso come rispetto delle regole del vivere civile.

Spesso i giovani non comunicano fra di loro, il rapporto con i genitori,e con gli adulti in genere, è scaduto.

Non si ha più rispetto degli altri di chi è diverso, del più debole, del più piccolo.

Bisogna riappropriarsi di quei valori che sono alla base del vivere civile.

Entrare in contatto con gli altri vuol dire saper comunicare, discutere esprimendo le proprie opinioni senza prevaricare gli interlocutori, piccoli o grandi che siano e soprattutto sapendo accettare,  con rispetto l’altrui pensiero.

Il fine può essere anche quello di rivedere la propria posizione che non è detto che sia quella giusta .

 

Educare alla concretezza

Si vive oggi in una società dove chi non ha il telefonino è tagliato fuori, se i sabato non si va in discoteca si è tagliati dal giro di amici. Se non ci si uniforma subito non si è Trend.

Ma i valori sono ben altri e questi o si confondono o si ignorano.

Essere concreti significa guardare in faccia la realtà, utilizzare solo ciò di cui si ha bisogno, possibilmente creandolo con le proprie potenzialità.

Educare al territorio

Perché l’ azione educativa sia efficace non può prescindere dal territorio dove si  opera.

Vivere il territorio vuol dire essere attenti agli altri, alle strutture, ai luoghi.

L’azione educativa mirerà nell’attuare interventi  che cambino l’uomo e quindi il territorio.

Per territorio si intende la parrocchia, il quartiere e la città.

 

Fede

In quanto gruppo cattolico si punterà attraverso i tre obiettivi sopradetti a far conoscere il messaggio cristiano i cui valori sono il fondamento della coscienza umana e trasversalmente saranno fatti interiorizzare per poter aiutare i singoli educandi a divenire uomo e donna della Partenza.

 

Come lavorare in questo triennio

Ogni anno solare si individuerà  un obiettivo primario sul quale lavorare, sia come gruppo sia come unità, portando avanti un’attività di base che affiancherà le altre delle singole branche.

Il lancio o la fine della stessa avverrà in un’uscita di gruppo.

Le tecniche e i mezzi da utilizzare naturalmente sono quelle tipiche delle branche:

gioco, espressione, missione, la squadriglia, hyke, la strada, l’ambiente fantastico, la route e i campi estivi.

Questi strumenti, usati correttamente, ci aiuteranno a far crescere l’educando prima lungo la pista che poi diverrà sentiero ed infine strada.

 

Conclusioni

Gli obiettivi come si può notare sono abbastanza concreti e verificabili.

Naturalmente anche i genitori saranno coinvolti nell’attuazione del progetto in quanto si giocheranno sforzandosi nel parlare lo stesso linguaggio dei capi .

Il progetto, in scadenza giugno 2005, sarà verificato, ed eventualmente modificato, ogni anno.

Nel 2005 il campo estivo sarà unico anche perché ricorre il 60° anniversario dalla fondazione del gruppo

Infine si ringraziano i genitori che  hanno aiutato i capi  a redigere questo progetto.

 

 

PROGRAMMA DI FORMAZIONE CAPI

 

Fede

1)      1)      Momenti di preghiera comunitaria

2)      2)      Veglie mensili a tema

3)      3)      Incontri con persone significative

4)      4)      Esperienza di vita comunitaria in parrocchia

5)      5)      A che punto sono nella strada verso Dio e verso i sacramenti (cresima in particolare?)

6)      6)      Incontri di formazione con l’Assistente di gruppo

 

Fo.Ca.

 1)     La comunicazione: “ rosa piena di spine”

 2)     La nostra partecipazione associativa

3)      3)          Il ruolo del capo

4)      4)          Rilettura del P.A.

5)      5)          Accoglienza in Co.Ca.

6)      6)          Il progetto del Capo ( Tirocinanti)

 

Territorio – Servizio

1)      1)      Adottiamo la mensa dei poveri ( insieme al clan)

2)      2)      Presenza a manifestazioni particolari

3)      3)      Servizio finale a Lourdes o a Porto Potenza