GRUPPO SCOUT AGESCI “ MESSINA13”

60° Anniversario -

..sono tanti ma non li dimostra

 

     Parlare del Messina 13 sembrerebbe cosa facile , scontata : dare qualche data di riferimento , inserire una sfilza di nomi , raccontare qualche aneddoto e via “già fatto!” . Per noi , come sicuramente per molti altri , già solo provare a raccontare la storia di questo gruppo è motivo di orgoglio e soddisfazione scaturiti dall’immutato rispetto per lo scoutismo e per quanto i capi ed i ragazzi del “13”  ci hanno saputo dare .

     Era il 1944 ed in tempo di guerra tanti erano i ragazzi che trovavano “riparo”presso gli istituti religiosi , fra questi a Messina , il Domenico Savio , oratorio che sempre ha fatto da faro alla gioventù locale .

     Nel mese di Ottobre Don Allegra , Direttore dell’oratorio , dando la buona notte ai ragazzi diede loro la notizia che se avessero presentato le domande sarebbero entrati a far parte degli scout...( A.S.C.I. Associazione Scout Cattolici d’Italia ) , il passo fu rapido : il 31 Gennaio 1945 il Riparto A.S.C.I. Messina 13 “Don Bosco” nacque !  il fazzolettone bianco verde venne messo al collo dei “ragazzi” che sotto la voce Riparto annoveravano un gruppo eterogeneo comprendente lupetti ed esploratori , questi iniziarono le attività dalla piccola sede situata presso l’Istituto Salesiano Domenico Savio (Chiesa SS.Salvatore).

     Il primo Capo Riparto fu Giuseppe Bertuccio coadiuvato da Don Raffaele Tripoli come Assistente Ecclesiastico , le prime due squadriglie furono la Leoni e la Volpi . ll Messina 13 iniziò da subito a distinguersi per lealtà , stile e correttezza .  

      Don Allegra ebbe giusto il tempo di veder nascere , sotto di sé , questa nuova creatura , che , nell’estate ’45 morì proprio nel cortile dell’oratorio fra i ragazzi a cui aveva aperto la strada dello scoutismo .

 

N.B. = L’attribuzione del n.13 dipese dal fatto che esistendo prima di allora , a Messina come in tutta Italia , altri “gruppi scout” che vennero automaticamente sciolti con l’avvento del fascismo , si riprese (dal ’44 in poi) con la nuova numerazione , sperando nella riapertura di quelli precedentemente costituiti e poi sciolti. I colori bianco e verde del fazzolettone vogliono indicare la “purezza” dei ragazzi alle prime esperienze di vita e la “speranza” che questi possano riuscire nel loro intento di lasciare il mondo un po’ migliore di come è stato trovato (Baden Powell). Il termine “riparto”,oggi coniugato in reparto, indicava , prima dell’avvento del “gruppo”(avvenuto ufficialmente in base nazionale tra il ’49 – ’50) l’insieme di esploratori e lupetti . L’apertura dei “clan” coincise con il conio del termine “Gruppo Scout”.

 

  Subito dopo , nel Settembre del ’45 , la Fiamma bianco – verde del ME 13 venne benedetta dal Santo Padre in occasione di un incontro tenutosi a Roma e Castelgandolfo .

   Lo scoutismo messinese ebbe , con il 1° Campo di Zona tenutosi a Torre Faro nell’estate del 1946 , la conferma che i vari “riparti” ben convivevano fra di loro seppur con una buona dose di rivalità ! Nel ’48 si partecipò al campo regionale tenutosi a Palermo nel bosco della Favorita ritornando poi a Roma in occasione di un pellegrinaggio ad Assisi .

   Il Gruppo A.S.C.I. ME 13 , si completa nel 1950 , con l’apertura del Clan “La Madonnina” (.... i ragazzi erano divenuti grandi ! )  ed il  battesimo del Branco “del Baobab”. Nel 1951 venne firmata la prima Carta di Clan . Il 1954 segna un altro evento importante per la formazione dei ragazzi del 13 : la partecipazione al Campo Nazionale tenutosi in Val Fondillo . 

    In quegli anni , immediatamente dopo il conflitto mondiale , c’era una evidente arsura di attività giovanili e questo comportò , visto l’interesse destato , l’apertura , all’interno dello stesso ME13 , di un secondo Riparto “Duca degli Abruzzi (’54 – ’55).

     I nomi di chi iniziò e rimase a lungo gettando solide basi per il consolidamento del ME 13 sono : Giuseppe Bertuccio , Aurelio e Vittorio Ciccocioppo , Giacomo , Giuseppe , Nino e Giovanni Trinchera , Enzo Romano , Pippo e Franco Nicosia , Marcello Visconti , Giovanni Attanasio , Luigi Gasparini  e Don Giuseppe Miracola .

     E’ giusto sottolineare che il prof. Giuseppe Bertuccio fu per un decennio “Commissario Regionale” dell’A.S.C.I quindi testimone , a pieno titolo ,  di dieci anni di scoutismo siciliano .

     I principi ispiratori che animavano i cuori di questi predecessori sono stati , come testimonia lo stesso Bertuccio : l’amore ed il rispetto per gli altri , la voglia di avventura e la necessità di fare qualcosa di utile per i tanti giovani che , nell’immediato dopoguerra , “svolazzavano come banderuole “ senza saper prendere precise direzioni ! ...per lui lo scoutismo è stato scuola di vita .

 

Appunti di Marcello Visconti..: Perché ME XIII ?

      L ’A.S.C.I. del periodo fra la sua creazione e la sua soppressione (da parte del governo fascista) diede vita a Messina sino a nove riparti, progressivamente numerati man mano che si andavano formando. Nell’immediato dopoguerra, appassionati ex scouts ridiedero vita all’ASCI: così, anche a Messina ad opera del prof. Domenico Schirò, il quale ricreò alcuni vecchi riparti e ne creò di nuovi, dando a questi ultimi una numerazione seguenti ai primi. Da qui ME XIII.

    I riparti rinati o nati nel primo dopoguerra, comprendevano i Lupetti (bambini fra gli otto e gli undici anni), Esploratori (ragazzi tra i dodici ed i sedici anni [il termine scout sarà adottato qualche anno più tardi]). Gli esploratori erano riuniti a gruppi di 6/8 a formare le squadriglie; i Lupetti formavano le sestiglie.

    Via via che l’ASCI si sviluppava in tutta Italia ne veniva migliorata l’organizzazione nel territorio, la didattica e quant’altro. Così, in un primo momento il Riparto venne suddiviso in Riparto propriamente detto ed in Branco di Lupetti; successivamente fu suddiviso in Branco, Riparto e Clan di Rovere (giovani dai 16 ai 20 anni): l’insieme prese il nome di Gruppo.

   Talora il Gruppo, in considerazione del notevole numero di scouts, ebbe anche due riparti: così avvenne per il ME XIII.

 

    Il ME XIII nasce dalla convergenza degli entusiasmi del prof. Schirò e dell’allora Direttore dell’Oratorio Salesiano “Domenico Savio”, Don Allegra, il quale assegna al Riparto il chierico don Raffaele Tripoli come assistente ecclesiastico. Si è sul finire del 1944. Tutto è nebuloso, approssimativo, ma c’è tanto entusiasmo, tanta voglia di fare. Anche le uniformi sono approssimative: una camicia kaki, un pantalone blu, un fazzoletto biancoverde al collo. Tutto il 1945 e parte del 1946 trascorrono in una continua crescita numerica, ma anche e soprattutto, formativa. Gli entusiasmi iniziali rimangono, ma vengono affiancati da una sempre maggiore consapevolezza del perché Scout e perché Scout nel ME XIII.

 

    Nessuno era capo “brevettato” se non che Giuseppe Bertuccio, il Peppino che quanti sono stati nel ME XIII hanno amato e che i più vecchi quasi venerano. Peppino nel 1947 frequentò il Campo Scuola Nazionale permanente di Colico (CO).

   Gli altri Capi erano, eravamo quasi “apprendisti stregoni”: ci scambiavamo esperienze, divoravamo le poche pubblicazioni disponibili, vivevamo insieme tutto il nostro tempo libero dedicandolo in grandissima parte al ME XIII in uno spirito di fratellanza che per molti ancora dura.

 

 

     In quegli anni, soprattutto i primi 10 anni, bastava essere un pò più grandi di età o più “anziani di servizio” per dare ai più giovani ciò che si era ricevuto. Quanti nomi non appaiono nell’organigramma! Luigi Gasparini, Enzo Romano, i fratelli Trinchera, Pippo e Franco Nicosia; ma non sono che alcuni soltanto.

    Già i nomi: per quello che memoria permette di ricordare, durante il primo decennio di vita del ME XIII, l’intero decennio o parte di esso, c’erano anche saro Venuti, Pippo Sotera, Nuccio Fava, Pippo Calcaterra, Totò Drago, Nino e marco Giuffrida, Giovanni Atanasio, Renzo Mondovici, Pippo de Luca, Franco Strano, Antonello Maffa, Mimmo Laganà, e poi…. e poi tanti volti ai quali non si riesce a collegare un nome: purtroppo! Ma come ricordare gli almeno 200 giovani che, almeno per una parte di quegli anni, hanno indossato il fazzoletto bianco-verde ?

 

    Se volessi tornare col pensiero al 1944/45 e rivedere il mio “perché” nel ME XIII non avrei dubbi: ero studente ed oratoriano del “Domenico Savio”, mi venne proposta un’esperienza particolare: vivere, assieme ad altri miei coetanei sparsi per il mondo, il “Grande Gioco”, un gioco che ci preparasse a vivere da perfetti cristiani, da cittadini integerrimi.

   “Estote parati” divenne imperativo categorico della mia, della nostra vita e per far questo determinante fu il vivere insieme un fraternità non di maniera, ma profondamente sentita e vissuta; fu l’esperienza del vivere il più possibile a contatto con la natura, fu la pratica quotidiana di cento attività, dalla pionieristica ai lavori artigianali, dallo sport al servizio presso le Comunità in cui vivevamo. Fu un insieme di piccole e grandi cose che ci unirono sempre più e che crearono in noi, soprattutto in noi più grandi e più “anziani”, sotto la guida direi quasi amorevole di Peppino e, in particolare di Don Miracola – senza dimenticare Santi Giuffrida – quel particolare stile di vita che è lo “Stile Scout”

 

    Il 1945 trascorre, per il ME XIII, molto tranquillamente. Siamo in pochi, ma lentamente si cresce di numero, seppure non molto di qualità. Dopo la Messa domenicale via a fare delle brevi uscite a Gavitelli, a Castelluccio, a Puntale Arena (una collinetta non più esistente che si levava lungo il Viale Principe Umberto a Rocca Guelfonia)

    È il 1946 che vede i primi campeggi. Il primo è un campo di zona a Torre Faro. Non siamo attrezzati, ma “accantonati” nelle scuole elementari. Ma tant’è: si sta insieme ed è una prima buona esperienza, anche perché siamo oltre un centinaio fra tutti i Riparti messinesi.

     Più importante, a fine estate, la partecipazione al 1° campo nazionale Scout a Villa Molinaro a Roma. I messinesi siamo solo una ventina, raccolti in un unico Riparto di formazione. Il ME XII ed il ME XIII hanno le rappresentanze più numerose: sette scouts!          Ma i tempi erano quelli che erano; eppure fu un’esperienza esaltante, fu una ricchezza per tutti e, soprattutto, per il ME XIII.

 

     Il 1947 fu un anno nero per il ME XIII. Don Miracola dovette lasciare Messina. Anche Peppino lasciò Messina per motivi di studio. Alcuni Salesiani, responsabili di gruppi oratoriali e un po’ invidiosi del Riparto, fecero di tutto perché questi venisse smantellato. Ma non fu così! Restammo in sette, ma tenemmo duro in attesa di tempi migliori.

    Il 1948 inizia stentatamente, però in seguito, il nuovo Assistente, Don Genovesi, rivivifica il Riparto con l’impegno di quei sette appassionati. Campeggi a Curcuraci, a Pezzolo, pernottamenti anche di una sola notte, uscite quasi tutte le domeniche e, soprattutto, il Pellegrinaggio Nazionale Rovers Assisi-Roma in occasione delle manifestazioni per gli 80 anni della Gioventù Cattolica di Azione Cattolica: 7000 Rovers “ospiti” a Roma di 450.000 giovani di Azione Cattolica !

     Il 1949 è l’anno della ripresa. Anche il nuovo Assistente Don Vitale, in perfetta sintonia con Peppino, il quale è presente con una continua corrispondenza epistolare, si prodiga per il bene del Riparto che torna a crescere anche numericamente.

    Una prima conseguenza ne è il primo campo mobile lungo la dorsale peloritana da Portella S. Rizzo a Portella Mandrazzi compiuto da tre Rovers. Poi la partecipazione al 1° Campo Regionale al parco della Favorita a Palermo ed il primo lungo campo di Riparto a Gambarie: 15 giorni!

     Il 1950, verso la sua fine, vede il rientro di Don Miracola che trova il Riparto, ormai divenuto Gruppo, lanciato verso sviluppi sempre più consistenti. Oltre alla partecipazione a Roma all’Anno santo, quanti i campi, i bivacchi, la uscite…! Adesso gli scouts cominciano ad avere le “specializzazioni”. Buon segno!

      1951 – 1955 Adesso è quasi tutto ripetitivo. La partecipazione massiccia al campo Nazionale Scouts di Opi del 1951 è uno degli aspetti più appariscenti; ma appariscenti sono anche alcune “vocazioni tardive” come quelle di Franco Marzachì o Pippo De Luca. Poi nel 1952 la partecipazione del Clan al 1° campo nazionale Rover in Val di Dentro di S. Candido. Che effetto quelle divise per la prima volta veramente uniformi e non arrangiate! Nel 1954 alcuni Rovere prestano il loro servizio durante l’alluvione di Bianco ed Africo in Calabria.

       In questi anni molti lasciano il Gruppo per ragioni di studio o lavoro: qualcuno va già a fare il servizio militare. Sono i più vecchi, subito rimpiazzati da altri con nuove promesse. Io lascio Messina nel 1955 con negli occhi, nella mente e nel cuore la chiesa dei salesiani con i banchi pieni di 124 lupetti, Scouts e Rovers del ME XIII................Marcello Visconti

 

     A quei tempi un’altra figura trovò posto nella gerarchia dei Gruppi scout : il Presidente del Consiglio di Gruppo , questi veniva eletto dai Capi e dagli stessi genitori dei ragazzi in funzione della reciproca collaborazione che ha sempre contraddistinto il rapporto Capi - Genitori , vogliamo ricordare a tal proposito il prof. Santo Giuffrida , ed i Sacerdoti prof. Cosimo Giunta e Don Salvatore Biuso  .

     Dal 1955 in avanti ricordiamo i capi : Franco e Gaetano Marzachì , Salvatore Marguccio , Don Pietro Aloisio , Gaetano Donato , Gianfranco Mastroeni , Don Silvestro Varagona ,  Matteo Bicchieri , Teodoro Chisesi , Don Tullio Genovese , Aldo Messina e Carmelo Abbadessa .

     Il ME 13 si impose allora anche all’attenzione nazionale per la competenza e la dedizione verso le tecniche scout , ci ricorda Pippo Abbadessa (allora giovane esploratore)che la prima tenda sopraelevata fu opera della squadriglia Leoni del ME 13 durante un campo nazionale mentre al campo regionale di Noto , nel ’59, la squadriglia Orsi si classificò al primo posto nella gara di gimcana ed in quella di segnalazione “a bandiere”(semaforica) , in questa tecnica la Orsi deteneva il record nazionale di trasmissione e ricezione con 160 caratteri al minuto in trasmissione e 130 in ricezione ...!

     Con un pizzico di rammarico , ci ricorda pure la precarietà di allora : “non c’erano i mezzi di adesso ed il materiale veniva perciò tenuto e custodito gelosamente , non c’erano fondi , soldi , perciò tutto ciò che potesse occorrere alle attività veniva ideato , arrangiato e costruito nell’assoluta essenzialità e risparmio”, ma con un evidente orgoglio conclude affermando :”in quegli anni il ME 13 ha insegnato come si faceva scoutismo non solo in città ma anche fuori !”

      Tutti questi nominati , a cui va il giusto riconoscimento , hanno condotto il Gruppo ME 13 per mano fino al 1963 , anno in cui i ragazzi del 13 lasciarono le terrazze e le piastrelle del Domenico Savio  trasferendosi nel polveroso campo dell’attuale sede ,  presso il Convento dei Cappuccini della Chiesa Maria SS.di Pompei (ora Santa Maria di Pompei , sul V.le Regina Margherita).

  

     L’accoglienza nella nuova sede fu veramente delle più calde , i padri cappuccini come Padre Gabriele da Rometta , padre Luigi da Castelbuono , padre Giacinto da Gangi e padre Melchiorre da Milazzo , diedero una buona mano ai pochi ma sempre volenterosi capi ma , nonostante le numerose adesioni da parte dei ragazzi della Parrocchia , nel 1964 si dovette chiudere il Riparto “Duca degli Abbruzzi.

    Dal 1963 in avanti si imposero figure che , alla pari dei su elencati , hanno rappresentato pilastri e travi del Ns. gruppo , vedi Salvatore Bertolani , Alfio Garozzo , Giuseppe Abbadessa e Nino Schilirò.

       

 

“Auguri di cuore al Messina 13°” .

In questa occasione mi è stato chiesto di rispondere alla domanda “cosa ti ha dato lo scoutismo?” racchiudendo il tutto in una pagina.

Prendo allora in considerazione in… pillole ciò che ritengo più importante se riferito alla mia esperienza personale e con il filtro inevitabile del tempo trascorso.

Concretezza. L’abitudine a programmare fin da ragazzi ciò che si vuol fare con i mezzi disponibili e nei tempi previsti: si va dalla “scaletta” della riunione o uscita di squadriglia alla preparazione impegnativa di un campo estivo.

Briefing e debriefing realistici e con l’occhio ai risultati attesi e a quelli ottenuti. Relazioni e resoconti talvolta puntigliosi per rendere partecipi tutti, genitori compresi, dei progressi, problemi, aspettative.

La manualità che consente di costruire spesso da sé ciò che serve, con pazienza e inventiva; il gusto dei lavori ben fatti e condotti a termine, come recitava la declaratoria di una vecchia “prova di classe”.

Spirito critico. Dovrebbe suscitarlo e allenarlo anche la scuola a tutti i livelli e, per i più grandi, con lo studio di quelle materie apparentemente astruse quali la filosofia o il latino.

Nelle attività scout si presentano mille modi e occasioni per esercitarlo: fra tutti, le valutazioni che occorre fare su persone o cose per una gara, un lavoro, un riconoscimento.

E’ proprio con spirito critico che si dovrà, si deve raggiungere un nuovo equilibrio nell’utilizzo dei mezzi e strumenti del Metodo scout, laddove molti di quelli che una volta erano una propria prerogativa pressoché esclusiva (natura, ambiente, avventura, campismo, etc.), da tempo per fortuna stanno diventando patrimonio comune delle nuove generazioni di giovani.

Responsabilità. Sopratutto a livello di capi, lo scautismo è una scuola di responsabilità. Chi legge non ha certamente bisogno di esempi a questo proposito: il fatto stesso che le famiglie affidino i loro bambinetti/e e ragazzi/e alle unità scout testimonia il credito che viene riconosciuto all’associazione.

In negativo: la pubblica amministrazione, in cui lavoro ormai da molto tempo, va avanti come può (cioè male) perché vi è pochissimo senso di responsabilità; sull’argomento fioriscono le barzellette ed è desolante per giunta considerare che da anni in alcuni comparti la responsabilità è retribuita con una apposita indennità…

Altruismo. Immenso ideale, che un po’ spaventa; ma forse va inteso come una costante disponibilità all’ascolto e all’aiuto dell’altro e come fondamentale rispetto reciproco tra persone. Anche nelle piccole cose, anche nel non parcheggiare la macchina in modo da ostacolare l’uscita di un’altra.

Superando decisamente il dubbio se ne valga ancora la pena in un tempo in cui sembra prevalere tra le persone la cosiddetta competitività e la furbizia assunta a sistema di vita.

Stile. Per ultimo ma non ultimo: forse oggi non viene più citato come tale, ma lo stile scout rappresenta esteriormente la persona, anche adulta, che si è formata con il nostro Metodo per un periodo più o meno lungo.

I valori umani e soprannaturali che ci sono stati proposti e che abbiamo liberamente accettato, traspaiono e si percepiscono perché sono parte di noi stessi.

E da qualche parte un certo Vecchietto guarderà soddisfatto le moltitudini di giovani che hanno cercato e cercano, sempre e comunque, “di lasciare il mondo un po’ migliore di come lo si è trovato”.....................................  Alfio Garozzo

 

     L’inizio degli anni ’70 segnò , associativamente , la scomparsa della figura del Presidente del Consiglio di Gruppo che venne assorbita dal Capo Gruppo che , ancora oggi , è l’assoluto Responsabile del Gruppo nonché il Rappresentante Legale per l’ Associazione ed il garante degli stessi Capi appartenenti alla comunità .

      Nomi nuovi vennero alla luce , ma non si trattava altro che di ex lupetti , scout e rover che alla fine del loro iter formativo , passavano dalla parte degli educatori .

     Con a Capo Gruppo Alfio Garozzo troviamo : Nino Schilirò , Nando Centorrino , Salvatore Celesti , Giovanni Mastroeni , Franco Mastroeni , Padre Alessandro di Bella , Daniele Dallago , Giancarlo Donato , Emilio Bottari e .... finalmente Giovanna Arena (....una donna aiuto Capo Branco , nel 1972) cui seguirono Saverio Ventre , Antonio Di Pietro , Padre Filippo Fortunato , Alberto Borgia , Paolo Trovato e Giuseppe Morabito (era il 1973 ed in quest’anno si tenne a battesimo il neonato Branco della Rupe).

     Erano gli anni in cui il Messina 13 poteva competere con tutti , “acerrimi” rivali di sempre erano il Messina 4 ( Don Orione) , ed il vicino di casa Messina 3  (San Francesco d’Assisi -  Immacolata) ma non possiamo escludere il Messina 10 (San Camillo) ed il Messina 2 (San Luca) , il Capo Gruppo era Daniele Dallago.

 

Per i 60 anni del Gruppo Scout Agesci ME 13

Cominciai il " Grande Gioco " all'età di 12 anni, era il 1960, la sede, minuscola si trovava presso la Chiesa di S. Maria dell'Arco (San Francesco) alla Caronte, che allora non esisteva. Eravamo in pochi al ME 12, ormai alla fine dei suoi giorni. La divisa…. la camicia si comprava alla due vie, il mercatino vicino alla Chiesa di S.Antonio in Via S. Cecilia, erano le camicie vecchie dei militari dell'esercito, in quel posto si comprava anche lo zaino, ex esercito, anche lui. Poi un pantaloncino corto, un paio di calzettoni ed eravamo a posto. Il parroco era P. Zanghì Nicola, che andava in giro su di una vecchia motocicletta. Non avevamo nulla, eravamo in pochi, una sq. numerosa, il Gruppo era tutto li. Poi il più grande si trasferì di casa e il " Grande Gioco " finì.

Riprese pochi anni dopo per merito e impegno del Prof.Salvatore Schirò, capo Gruppo del ME 1, un preside, uno scout, diventò anche Commissario Regionale, e nel 1966 organizzammo il 50° anniversario dello Scoutismo Italiano 1916/1966, portammo in giro per la Sicilia su 20 pulman, per tre giorni 1.000 scout. A Catania, alla Villa Bellini furono presentati i primi nuclei di Protezione Civile, dell'ASCI.

Poi finita la scuola superiore, andai in marina per il servizio militare, al ritorno, era la fine del 1971, mi presentai al Commissario Provinciale Alfio Garozzo, dando la mia disponibilità come capo, ove c'era bisogno.

Forse era scritto che dovessi capitare al ME 13, d'altra parte ME 12 + ME 1 = fa ME 13.

Il " Grande Gioco " ricominciò ancora una volta, e per parecchi anni, con alcune soste per motivi di famiglia o professionali. Quanti cari ragazzi e ragazze ho avuto la fortuna di conoscere e con quanti ho vissuto bellissime esperienze, i fuochi, la strada, i giochi con i miei sempre cari lupetti, gli amici sacerdoti cappuccini, P. Alessandro, P. Filippo, P. Santo, P. Giovanni, P. Angelico, P. Gabriele. Tutto sempre molto bello, vissuto intensamente, ma non facile. Per fare il capo scout bisogna avere tanto, tanto tempo e tanta, tanta passione, si è dedicati allo scoutismo quasi a tempo pieno, c'è poco spazio per altro. Chi lo fa, lo fa per scelta, per convinzione. Gli impegni sono a volta asfissianti, l'unità, lo staff, la Comunità Capi, la Zona, con i vari impegni, anche a livello di branca, la Regione, la Formazione Capi e poi tutte le attività esterne, uscite, pernotti, campi brevi e campi estivi, e poi…….

Scrivo questo per gli esterni non per gli addetti ai lavori e lo faccio per ringraziare gli attuali capi del ME 13, gli attuali capi Scout, che in tutto il mondo dedicano le loro energie migliori, per far vivere a tanti ragazzi, e credetemi sono veramente tanti, l'esperienza del " Grande Gioco ".

A volte mi chiedo " ma in questa società l'educazione scout è quella giusta ? "

Come sarei cresciuto se a 12 anni invece di andare agli scout fossi andato al bar e avessi frequentato i bulletti del quartiere?

Meglio o peggio……

Io , 55 anni ,  oggi istruttore subacqueo per poter difendere le creature marine di un piccolo mare intorno ad una piccola isola.         

 "Semel scout, semper scout"...........................................................Daniele Dallago

 

    

     Antonio Di Pietro , capo reparto (e successivamente anche capo gruppo) , insieme all’Assistente ecclesiastico Padre Filippo Fortunato , accompagnò il reparto, nel 1974 al 7 °Campo Nazionale Esploratori , tenutosi al Lago di Vico (VT) dove, con due squadriglie di formazione (Aquile e Leoni) arrivammo secondi al sottocampo “Campismo 2” battuti per poco dall’ Arezzo 4 ed a pari punti del Rosignano 1.....evidentemente la stoffa continuava ad esserci ! 

     Quel campo fu però “ l’ultimo “ per Antonio Arena ( Nino , detto musto ) squadrigliere provetto , laborioso , onesto ed amico di tutti , prematuramente chiamato Lassù…..in chissà quale squadriglia !

    Fu l’ultima grande attività alla quale le due Associazioni A.S.C.I. ed A.G.I. parteciparono separatamente , infatti l’anno scout 1974-1975 segnò un momento importante per lo scoutismo : dall’unificazione tra A.G.I. (Associazione Guide Italiane – femminile) ed A.S.C.I. nacque l’ A.G.E.S.C.I.

    Nella nostra città la nascita dell’ A.G.E.S.C.I. (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) venne ufficializzata durante il San Giorgio ’75 , tenutosi , per tutta la Zona dello Stretto , in località Tarantonio presso il camping “Peloritano: da quella occasione anche il Gruppo Messina 13 ebbe la “rappresentativa femminile”.

   I capi erano Daniele Dallago , Giovanni Bongiovanni , Padre Angelico Di Marco , Paolo Trovato , Cettina Bongiovanni , Antonio Di Pietro , Mimmo Ruggeri , Nicola Minutoli , Enzo Chillè , Fra Cataldo Manzone , Fra Antonio Sofia , Maria Arena , Cinzia La Spina , Roberto Coppola e Paolo Crisafi .

 

 “Semel scout , semper scout !”

Raccontare brevemente la mia esperienza dello scoutismo non è cosa da poco, soprattutto perché vissuta tanto intensamente. Ripensando al primo giorno in sede, era l’ottobre del ’68, tanti ricordi mi tornano in mente, in particolar modo, la figura rappresentativa del mio Capo Riparto, Alfio Garozzo. Allora le squadriglie  erano due: la leoni(capo squadriglia Franco Mastroeni) e la volpi(capo squadriglia Nando Centorrino), alla quale appartenevo. Nell’Aprile del ’69, il momento particolare della Promessa confermò la mia scelta di essere amico di tutti e fratello di ogni altro scout, una scelta che mi accompagnerà nella vita di tutti i giorni. La sede era la nostra seconda casa, luogo favorevole a saldare maggiormente l’amicizia tra noi esploratori; ci si incontrava per programmare le uscite di squadriglia, le attività in preparazione del  campo estivo, momento culminante dell’anno scout, spesso vissuto con stimolante competizione, insieme agli scout del Messina IV.

Nel 1971, a Lago Arvo abbiamo vinto il campo estivo con la squadriglia Leoni, capo squadriglia allora era Alberto Borgia. In quegli anni i gruppi scout presenti in città erano cinque: il Messina 2°, il Messina 4, il Messina 10,il Messina 10 bis e il Messina 13, ed il S. Giorgio era il momento dove tutti ci si incontrava, all’insegna dello stile scout.

La partecipazione del nostro reparto al Campo estivo nazionale di Lago di Vico nel 1974, ci permise di confrontarci con  gruppi scout  di altre regioni. Era il mio primo campo da capo reparto, ricordo che ci classificammo secondi dopo l’Arezzo 4°. Un’esperienza indimenticabile.

Ricordo con particolare affetto  gli Assistenti ecclesiastici che si sono succeduti nel nostro gruppo: Padre Giacinto, Padre Vincenzo Di Bella, Padre Filippo Fortunato, Padre Angelico, Fra Antonio Sofia(chiamato zio barba), Fra Santo Domina(da noi chiamato amorevolmente papà) e Padre Giovanni con i quali abbiamo condiviso momenti di crescita spirituale soprattutto nell’ambito della Comunità Capi. 

Nel 1980 per motivi di lavoro lascio il Messina 13.

L’esperienza vissuta non mi ha mai abbandonato, avvalorando sempre  il motto “ Semel scout , semper scout !”.

Non posso e principalmente non voglio dimenticare  tutte quelle stupende esperienze condivise con i miei fratelli scout ( le uscite, gli hyke, i campi estivi, i giochi, le marce notturne con la magnifica volta celeste, che sembrava ti volesse dire quanto fosse infinito l’amore di Dio, i fuochi di bivacco ed il canto “Signor fra le tende schierati”). Ma soprattutto, come dimenticare che questi momenti li ho condivisi con quelli che tutt’oggi sono i miei migliori amici, in particolare Nicola col quale ho condiviso i momenti più belli della fanciullezza, della giovinezza e adesso della “vecchiaia”.

Lo scoutismo ha avuto una  parte fondamentale per la nostra crescita ci ha insegnato valori quali la lealtà, la disponibilità, il servizio, ossia quello “stile” che distingue un vero scout, e che spero di saper trasferire sia nella vita privata, che professionale.

Ossia “SEMEL SCOUT, SEMPER SCOUT”……………..Antonio Di Pietro

 

     Intanto al ME 13 si iniziò a materializzare la figura di Fra Santo Domina che , con  tipico fare francescano iniziò con umiltà il suo cammino in seno alla Comunità Capi , per poi divenirne CAPO  (...Grande Puffo fu soprannominato !) a tutti gli effetti.

     Di Lui , divenuto intanto Padre Santo Domina , il gruppo si avvalse quasi ininterrottamente fino al 1992 , anno in cui fu chiamato prematuramente alla Casa del Padre : in tutti coloro che lo hanno conosciuto ha lasciato una traccia indelebile impregnata di  umiltà , lealtà , serietà , disponibilità , tutto riconducibile all’ AMORE con cui affrontava qualunque cosa : ....Grazie Santo !” .

 

     Tornando alle vicende del Gruppo , non dimentichiamo che negli anni ’77 – ’78 il ME 13 dovette unificarsi con  Messina 1 e Messina 2 (in questa occasione il gruppo si ritrovò con un fazzolettone scozzese”con sfondo blu) , ciò a causa di una generalizzata carenza di capi unità in quasi tutta la Zona dello Stretto nella quale operava , per la formazione dei futuri capi unità , il Noviziato e Clan Cittadino (la sede era all’Arcivescovato) . Ma nonostante tutto anche con l’ausilio di giovani rover in servizio e la buona volontà che ha sempre contraddistinto l’essere scout , anche allora il piccolo gruppo di capi formatosi al Me 13 è rimasto compatto dando risposta a chi ne ipotizzava la chiusura definitiva , difatti , da lì a poco riapparve nuovamente il secondo reparto “Duca degli Abruzzi – femminile - , il gruppo raggiunse i 110 iscritti e la collaborazione tra genitori e capi era ottima , si partecipò con il branco , 4 squadriglie maschili e 2 femminili al campo estivo di zona a Favoscuro e successivamente a Piani di Salo . 

      Il periodo coincise con il ritorno di Daniele Dallago , ed il gruppo conobbe tempi “d’oro” in quanto , potemmo realizzare tutto quello che dagli altri gruppi messinesi ci venne invidiato : tende nuove , magazzino super fornito , furgoncino , ricetrasmittenti , ecc.. , ma i momenti travagliati non sono mai mancati come ad esempio quando , per un anno (1982) a causa di “incomprensioni” (dovute alla volontà di ricompattare la branca R/S di gruppo)con la Zona Regionale , il ME 13 non potè rinnovare i censimenti e venne perciò automaticamente chiuso : Daniele Dallago lasciò il gruppo .  

     Lo staff di capi annoverò in quegli anni , che videro succedersi come Capi Gruppo Giovanna Citarella , Jimmy Deodato e Rosanna Siracusano , anche Anna Maria Messina , Rosario Vilardo , Rocco Milo ,Ornella Visalli , Maria Di Bartolo , Franco Rubino , Anna Rubino , Sandro Maimone e Tina Magazzù .

     Fu uno dei periodi in cui nel gruppo ci fu un frequente movimento di capi ed aiuto capi ma , di contro , sorse un altro pilastro : P. Giovanni Turrisi , da allora non ci ha più abbandonato , la febbre scout ha contagiato irrimediabilmente anch’egli (...evidentemente non tutti sono ben vaccinati !) al punto da fargli divenire i...capelli bianchi a via di riunioni , attività , staff , zona ecc.

     In quegli anni il Gruppo aprì il Cerchio Coccinelle e riacquistò il proprio Noviziato – Clan . Questa ricrescita oltre che in numero , in età , ci permise di valicare le frontiere italiane portando i suoi ragazzi nel giro di pochi anni in Francia, Irlanda , Polonia , Repubblica Ceca (....evoluzione dello scoutismo!).

     I nomi da ricordare tra l’ 80 ed il ’90 sono :  Michele Ciranni , Rosa Sposato , Gabriella Oliveri , Fabio Bucchiarone , Tanino Parlato , Lillo Centorrino , Ezio Grosso , Mary De Salvo , Ines Crisafi , Maria Musolino , Filippo Di Bartolo , Peppino Raneri , Marisa Ziino , Mario Gattuso , Elena Rubino , Lillo Rizzo , Domy Visalli , Massimiliano Di Chio , Andrea Carbone , Nuccio Pistone , Fabrizio Vigorita, Elio Bottari , Maresa Biondo , Filippo Marguccio , Stefano Lucania , Daniela Agro e Salvatore Sciacco.

      Tra il ’90 ed il 94 il Capo Gruppo fu Mario Gattuso , a seguito della riforma associativa venne affiancato dalla nuova figura della Capo Gruppo : Maria Musolino. In questi anni due rappresentanti del Messina 13 parteciparono ai Jambooree in Australia (Elisabetta Bucalo) e Corea (Alessio Cannuli)

 

     Ricordi di un capo...” : ...fine Giugno 1983 , comincia per me un’avventura che diventerà servizio e che arricchirà la mia vita.

Era una calda domenica di fine Giugno , dopo la S.Messa delle 11,00 sono stata avvicinata sul sagrato della Chiesa S.Maria di Pompei da Padre Giovanni Turrisi che , con la fermezza che lo caratterizza , mi ha detto : “tu verrai a cucinare per i lupetti a Randazzo !” .

Non ebbi diritto di replica , ma solo qualche giorno per organizzare chi restava a casa e preparare ciò che mi serviva per il campo , anzi vacanze di branco!.

Da qualche anno sperimentavamo , io e Mimmo ( mio marito) , lo scoutismo ai margini del ME13 perché genitori di un esploratore e di un lupetto , ma ho avuto modo di scoprire che l’immaginazione è davvero diversa dalla realtà.... ..la responsabilità dei capi , sotto ogni aspetto , è grande .

Jimmy ,Ornella , Paolo , Ines , Giovanni , Fra Carmelo , i bambini e..l’immensa cucina comunità del convento..., mi sono sentita smarrita , non avevo mai cucinato per così tante persone ma , grazie a Dio , alla mia forza di volontà , a Giovanni che mi ha incoraggiata ed aiutata ed a Fra Carmelo , sono stata brava , ce l’ho fatta…!

L’esperienza è stata faticosa , ma mi ha messo alla prova e mi ha persino entusiasmata e poi ..ho potuto sbirciare anche fuori dalla cucina , ho osservato i capi che svolgevano il loro servizio con sacrificio , semplicità e disponibilità , sempre gioiosi ed affettuosi , ma fermi nelle decisioni : i bambini si impegnavano con serietà e facevano “del loro meglio”nell’eseguire i loro compiti.

Cominciava a crescere dentro di me il desiderio di poter stare nel Gruppo in modo diverso.

Il campo finisce e si torna a casa , il tempo passa ed a Settembre mi vengono a trovare il Capo Gruppo e l’Assistente Ecclesiastico che mi fanno vedere le diapositive fatte al campo e mi offrono la possibilità di fare servizio educativo nel Reparto Femminile , stavolta accetto senza esitazione e comincia il mio percorso di capo scout.

Le attività con i ragazzi , il confronto in Comunità Capi , i Campi di Formazione hanno contribuito a verificare la veridicità delle mie scelte e la coerenza nella testimonianza con la vita.

Ricordo con grande nostalgia le avventure con i ragazzi , i fratelli capi che si sono succeduti negli anni , i campi estivi , i fuochi di bivacco , gli eventi importanti per il Gruppo come il Campo Regionale “Forza gli Alisei” , i Jamboree di Australia e Corea , le celebrazioni per il 50° anniversario del Gruppo ecc..

Indelebile e fondamentale per me è stata la presenza nel Gruppo di un grandissimo Capo ed Assistente Ecclesiastico Fra Santo Domina , umile fratello e consigliere impareggiabile , sempre disponibile ed accogliente , instancabile nella fatica , sapeva trovare sempre una giustificazione per tutto ciò che accadeva , coerente testimone dei valori fondamentali della vita e di una fede certa ed incrollabile .

La Sua morte , avvenuta il 13 Agosto 1992 , ha colto tutti di sorpresa , era reduce dalla Route estiva , ed ha lasciato un grande vuoto .

I Capi , per mantenere vivo nel tempo il Suo ricordo hanno voluto intitolare la Comunità Capi a “Fra Santo Domina” ed hanno istituito una borsa di studio a lui dedicata per le “vocazioni cappuccine”

Grazie Signore del dono di Santo Domina , grazie per averLo messo sulla mia strada!

Con l’aiuto di Dio il mio impegno è stato costante negli anni e si è concluso quando mi sono resa conto di non riuscire a dare più il tempo necessario ad un proficuo servizio in Associazione e nel Gruppo , ma continua nella mia vita di tutti i giorni e nel mio lavoro con la testimonianza di quei valori che veramente contano per ciascuno di Noi.           

Buona Strada a tutti Voi ! …………………….. Maria Cannuli Musolino      

     

     In un impeto di attacco di Geografia , proviamo a ricordare luoghi ove il ME 13 ha lasciato e ricalcato le sue tracce in occasione dei campi estivi , è superfluo sottolineare che abbiamo quasi sempre prediletto la vicina Calabria , vuoi per la disponibilità di un territorio montano vastissimo e ricco di acqua (condizione fondamentale!) ma altrettanto per la massima disponibilità degli enti locali che non esitano a riporre in noi scout la massima fiducia nell’ospitarci (...ben diverso da quel che accade nella nostra Sicilia – regione a statuto “molto speciale“-) :  Lorica – Lago Arvo Gambarie Serra Petrulli Santa Cristina d’Aspromonte – Macchia dell’Orso - Piani di Zervò Ferraghena - Montalto Piani di Salo – Serra San Bruno - Fabrizia - Randazzo - Castell’Umberto – Castelbuono - S.Domenica Vittoria - Montalbano Elicona  - Francavilla di Sicilia – Piano Margi - ed altri come Val Fondillo , Calalzo di Cadore , Assisi , Lago di Vico , Roma , Porto Potenza Picena , Lioni Irpino .

 

 

 

 

 

 

Lo scoutismo...nei ricordi di un vecchio capo :

Caro Messina 13 , ho accolto con molto piacere l’invito a ripercorrere insieme a voi un poco della mia (limitata, ma intensa) esperienza nello scoutismo.

Salvatore Settineri qualche tempo fa ebbe a dire che le esperienze che si sono vissute intensamente e dalle quali abbiamo tratto grande piacere e soddisfazioni non lasciano rimpianto. Ed in effetti non ho alcun rimpianto, ma solo ricordi che ancora ora mi emozionano se ripenso al periodo trascorso facendo scoutismo con i ragazzi e con gli amici capi.

In una riunione di comunità capi una volta feci presente che sarei “rimasto negli scout” solo fino a quando mi sarei continuato a divertire. E in effetti mi sono divertito a vedere crescere i ragazzi, ad aiutarli a crescere e a dispiegare le loro potenzialità evitando di interferire nel loro processo di crescita, ma solo indicando loro la strada (a mo’ di esempio, avevamo concordato con Federico Vizzini, quando era novizio, che lui avrebbe dovuto, per principio, contestare tutte le mie proposte e valutazioni). Mi sono divertito con Gimmi, Tanino e Maria, Elena, Monica, Marisa (certo!) e Giovanni a proporre attività e confrontarci con i nostri ragazzi. Mi sono divertito in comunità capi con tutti gli altri a discutere, progettare, litigare. Mi sono divertito in Zona ed in Regione. Sempre con entusiasmo (alla mia età con i pantaloncini corti!) e voglia di sperimentare, mettendo continuamente in discussione me e gli altri (avevo l’abitudine quando, non vi capivo, di dire “voi scout …)

Ho scoperto e vissuto un mondo di relazioni intensissimo, e anche se non abbiamo  più occasione di incontrarci, presi (o ripresi) da impegni che danno un ritmo completamente diverso alla tua vita (ma poi chi sa cosa è meglio!) sono sempre grato a Gimmi che ci ha proposto allora di entrare in comunità capi.

Dopo tanto tempo, non so come è lo scoutismo di ora. Spero che ci siano ancora quel senso di aspettativa, stupore, incanto, soddisfazione, ma anche delusione quando qualcosa non andava per il verso giusto, che ho sperimentato io. Certamente i tempi sono cambiati, anche se già quando c’ero io qualcosa si avvertiva. Ricordo di aver partecipato ad un “concorso” di Agescout con un racconto su una squadriglia i cui componenti facevano attività davanti al computer e, ad un certo punto, il computer centrale diceva alla sua computer centrale (era una squadriglia mista) che era ora di smettere perché, dal calo di temperatura dei sensori posti sulle sedie, si era accorto che l’attenzione dei ragazzi stava calando. E l’hanno anche pubblicato!

Caro Messina 13 , non so se e cosa ho dato, ma posso sicuramente affermare che (come si dice) ho ricevuto molto da questa esperienza. Non so cosa ti aspettavi, ma è questo che mi è venuto da dire.

Ti prego di salutare affettuosamente tutti gli amici, ed a tutti auguro una buona strada.                                …………………………………………………………………….Mario Gattuso

 

 

 

 

 

 

 

 

   Dal 1994 con Capo Gruppo Aldo Spaduzzi , il passo è stato veloce e tranquillo ed ha condotto il ME 13 ai festeggiamenti per il 50°Anniversario della fondazione , anche in quel caso il gruppo ha dato prova di stabilità e solidità e , chi c’era si ricorderà senz’altro della ricorrenza . Il grazie lo si deve  anche all’influenza che i capi – educatori adulti” hanno avuto (dimostrando buona dose di saggezza , completezza formativa e carisma) nella formazione dei giovani che da lì a poco avrebbero potuto prendere il loro posto.

    Si affacciano alla porta del Gruppo ex scout e guide (Titti Cacciola , Barbara Saja , Paolo Marguccio , Stello Nunnari , Bruno Bottari ) o capi collaudati da anni di scoutismo (Enzo Chillè e Lucia Guarino , Nicola Minutoli e Paolo Crisafi) o provenienti da altri gruppi (Cettina Zanghì) e di provenienza extrassociativi (Monica Grieco , Ines Merlino) . 

    Ma come spesso accade , poco dopo , la classica nuvoletta di pioggia torrenziale tornò a far piovere sul ME 13 , tra il ‘96 ed il ’97 si ruppe qualche equilibrio nella Comunità Capi e , si sa , in queste cose chi ci rimette sono sempre i...ragazzi che dovettero “immaginarsi” prima questo e poi quel capo vista la “danza” dei ruoli che si innescò nel frattempo.

    Le attività , sempre con il sacrificio di pochi e con la disponibilità di genitori attenti ai problemi , pur di tenere integro il gruppo , furono condotte in porto applicando una rotazione “quasi politica” dello staff di capi ed aiuti all’interno delle unità e si è continuato a rispettare i ritmi imposti dall’ Associazione , pertanto tutto OK con le Aperture , Campi Invernali , Promesse , Campi Pasquali , Gite Sociali e Campi Estivi  (... come se niente fosse !)

    Il frutto di questi superlavori ha permesso negli anni a seguire (dal ’98) l’inserimento di nuove figure di capi – anche extrassociativi ma sempre provenienti da attività di formazione scolastica o parrocchiale – ( Giusy Trino , Mary Tripodo , Sabrina Frattima , Angela Pirri e Salvatore Principato) alcuni dei quali dopo essersi  fatti le ossa” sul campo hanno coniugato la parola servizio con la parola formazione ritrovandosi adesso in 1^linea alla guida delle varie branche.

      Con Capo Gruppo Enzo Chillè affiancato rispettivamente da Lucia Guarino (’97-’98) , Barbara Saja (’98-’99) e Monica Grieco (’99-’02) trovano spazio altri  capi , più o meno giovani  : Daniele Grieco , Fabrizio Torrese , Maria Grazia Tripodo  , Enza Maugeri , Graziana Crescenti , Vito Rizzo , Milko Brigandì , Pippo De Pasquale, Stefania Molonia , Peppe Zagami , Peppe Cardile , Tilde Chiarenza nonché Fra Giuseppe Maggiore (detto “Frappè”) e Fra Giuseppe Miceli come Assistenti Ecclesiastici.

      L’ultimo Capo Gruppo , prima dell’attuale , è stato Vito Rizzo (’02-’03) ed anche in questo breve tempo non sono mancate le “rotture” : una parte dei capi lascia il gruppo ma quasi subito vengono rimpiazzati con la richiesta ai Capi Gruppo Monica Grieco e Nicola Minutoli , di ingresso in Co.Ca. da parte di Maria Grazia Briguglio , Daniela Riggio , Enzo Sciortino , Fra Giuseppe Burrascano , Rosario Sardella e Lillo Centorrino .       

   

 

  Attualmente il ME 13 ha intrapreso il nuovo millennio con la solita “camminata” che contraddistingue il Nostro essere scout :

 

...non sempre la strada più facile e semplice è quella che Ti fa raggiungere la meta , spesso la monotonia di un sentiero semplice e rettilineo Ti fa perdere la concentrazione perciò, con decisione, possiamo affermare che una strada più irta e tortuosa , richiedendo più attenzione , Ti terrà più sveglio e vigile ed il raggiungimento dell’obbiettivo sarà sinonimo di orgoglio e soddisfazione maggiore !  

 

...ed a questo la nostra attuale Comunità Capi CI CREDE !

 

 

                              

 

Il Gruppo Messina 13 oggi  – 60° anno – Gennaio 2005

 

Capi Gruppo : Monica Grieco e Nicola Minutoli

Assistenti Ecclesiastici : Padre Giovanni Turrisi e Fra Giuseppe Burrascano

Branca L/C : Nicola Minutoli , Sabrina Frattima , Tilde Chiarenza , Maria Grazia 

                   Briguglio

Branca E/G : Daniela Riggio , Enzo Sciortino , Salvatore Principato e

                   Rosario Sardella

Branca R/S : Monica Grieco , Daniele Grieco , Angela Pirri e Lillo Centorrino

Altri incarichi : Massimo Guidara